Spunti e Virgole | interior design e ispirazioni per la casa
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La semplicità di 40m²

Buon lunedì, dopo aver trascorso la scorsa settimana in montagna, siamo tornati nella piccola casa al caldo!
Come già accennato, quella prima e tutt’ora nostra casetta al fresco ci piace molto e non passa settimana (o quasi) in cui non saliamo a trovare i genitori di Andrea che abitano al piano di sopra e ci fermiamo lì per la notte. Questa volta però, merito del tempo a disposizione, ho realizzato con un po’ di dispiacere quanto sia stata trascurata negli ultimi anni in cui ci siamo trasferiti a Lugano e di quanto avrebbe bisogno di maggiori attenzioni e perchè no, anche di qualche piccolo rinnovo.
Lasciato quindi il computer nella borsa, mi sono rimboccata le maniche e nei ritagli di tempo ho cominciato la grande manovra di repulisti e pulizie. Siamo solo all’inizio, sia chiaro, ma un nuovo progetto è stato aperto e vorrei che per l’inverno fosse a buon punto!

Questa settimana niente distrazioni, rigo dritto e mi metto sotto nel tempo libero per scrivere e recuperare tutti i post in programma, a cominciare proprio da questo “little home tour” che sono sicura vi piacerà.
Ormai, completamente sopraffatta dalle case di piccole dimensioni come la mia, ho scelto di adottarle come tema d’ispirazione e di condivisione sul blog. Vivere in uno spazio ristretto non è sempre semplice ma permette di eliminare a cuor leggero il superfluo e soprattutto evitare l’accumulo e il disordine di cui si ha tendenza in una casa grande.
Quindi cos’aspettiamo? Entriamo insieme in questa casa scandinava di soli 40m², piccola sì, ma tanto tanto bella!
Azzerato ogni colore, ne risulta uno spazio living con ampia cucina a vista spazioso e pulito, filtrato da un piccolo ingresso a corridoio ed una camera intima e luminosa a parte.
Questa scatola bianca, illuminata da un lungo balcone che costeggia la zona giorno, riduce al minimo arredo e decorazioni ricavando tra la cucina e il divano del soggiorno un ampio spazio centrale. Un appartamento progettato ad arte affinchè gli spazi siano continui, coerenti ma allo stesso tempo ben distribuiti tra loro.
A spezzare l’abbondante uso di colore bianco c’è qualche tocco di nero, grigio e color sabbia. Una poltrona in pelle, tappeti in iuta e fresca biancheria in lino sul letto e sul divano.

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La semplicità che si nasconde tra queste mura è fatta di coesione tra le tonalità e i materiali; tinte neutre che si amalgamano negli arredi, nei tessuti e perfino nelle stampe dei quadri. Porte e pareti armadio che si mimetizzano come fossero muri, pavimenti che scompaiono diventando sfondo di un arredamento fatto di pochi ma ben pensati pezzi e di una cucina di carattere che sfrutta la vicinanza con il tavolo come ulteriore piano di supporto e di lavoro. Una casa che insegna a sfruttare bene uno spazio ridotto ma soprattutto a concentrarsi sulla funzionalità senza per forza sacrificare l’estetica!

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Simply_11e12Fotografie di Alvhem

Che ne dite?! Non è bellissima? 🙂

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Moriyama House By SANAA

Moriyama-Hoise_PlantCome già accennato su Instagram, il viaggio in Giappone è stato l’occasione per vedere di persona e misurarmi con la complessità e bellezza di architetture che ho studiato all’università e di cui mi sono subito appassionata!
La Moriyama House, in assoluto la mia preferita, è molto di più che un semplice nucleo abitativo ma un progetto dinamico che chiude e distribuisce in un giardino oltre dieci diversi volumi con differenti altezze e dimensioni.
I blocchi più bassi contengono al loro interno un unica funzione (come ad esempio un bagno o una piccola sala da pranzo), mentre quelli su due o più piani incastrano e collegano tra loro diversi spazi abitativi.

Il committente, un uomo di nome Yasuo Moriyama, occupa buona parte dei volumi ma affitta gli altri ad inquilini con cui condivide l’esterno circostante, scegliendo in questo modo quali e quante unità utilizzare per se stesso.
Le ridotte dimensioni di questi spazi non devono sorprendere, ci troviamo in Giappone dove le le persone sono abituate ad abitazioni compatte, arredi minimali e soprattutto a trascorrere moltissimo tempo fuori casa.

Nonostante il quartiere periferico di Tokyo in cui si colloca questa inusuale residenza sia un luogo tranquillo e silenzioso, i percorsi che collagano tra loro i moduli e si affacciano sulle strade intorno diventano giardino privato ma anche spazio pubblico, trasformando il confine con lo spazio privato sottile ed indefinito.
La ricerca fatta dagli architetti Ryue Nishizawa e Kazujo Sejima mira a creare case che non si chiudano verso l’interno ma si aprano piuttosto, attraverso aperture e la frammentazione degli spazi, verso il proprio quartiere e in maniera più ampia verso la grande città.
Il rispetto reciproco e la privacy sono principi radicati e alla base della cultura giapponese e favoriscono e alleggeriscono di conseguenza anche la delicata convivenza in comunità, dove la libertà personale non è però in alcun modo minacciata dalla presenza di altre persone.

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Negli anni la probabile frequenza e invadenza dei turisti ha reso questo luogo indisturbato, invece, soggetto ad ostacoli che hanno finito per minare quella che prima era una quieta e riservata vita di quartiere.
Essendo tutt’ora una residenza, gli abitanti si sono dunque trovati costretti a delimitare il giardino con cartelli che vietano ad estranei l’ingresso nella proprietà – purtroppo per me, una richiesta più che legittima!

Non vi nego che, dato il mio entusiasmo e la mia passione per questo progetto, avrei voluto tantissimo entrare e visitare questi volumi nella loro totalità, sedermi a terra ed osservare le abitudini delle persone dentro ognuno di essi.
Anche gli interni, infatti, nella loro semplicità sono bellissimi. Spazi luminosi e aperti verso l’esterno, puri nelle loro pareti pulite e bianche ma alternati da pavimenti in legno per le zone private e colate in calcestruzzo per i locali di servizio. Spazi piccoli sì, ma che acquisiscono respiro grazie all’essenzialità degli arredi e ai colori neutri, spennellati qua e là solo da libri e molte piante.
A mostrarci gli interni è il talentuoso e famoso fotografo Iwan Baan che, per fortuna, è potuto entrare per mostrarci quello che solo in pochi hanno potuto vedere dal vivo. Siete curiosi? Vi lascio alcuni suoi scatti. Buona visione

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Iwan-Baan_2Fotografie di Iwan Baan
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Granit sbarca in Italia

Conoscete il marchio Granit?
Si tratta di un’azienda svedese fondata nel 1996 da Anett Jorméus e Susanne Liljenberg; una piccola società che, dopo il primo negozio di Stoccolma, ha visto crescere il proprio successo con la conseguente apertura di diversi punti vendita in tutta la Svezia e nel corso degli anni anche in Norvegia, Finlandia e Germania, oltre ovviamente al successo di un online shop che…udite udite…finalmente spedisce anche in Italia!

Finalmente anche noi, italiane appassionate del design scandivano, potremo approfittare dello stile sobrio, funzionale e sostenibile proposto da Granit.

Innamorarsi di questa azienda è semplicissimo, perciò immaginate la gioia nel poter ricevere comodamente a casa i pezzi che faranno breccia nei nostri cuori.
Io sono già pazza dei vasetti per le piante, tutti i porta candele e la borsa in corda naturale Nätkasse. Il mio carrello è quasi pronto per confermare il mio emozionante primissimo ordine. E voi cos’aspettate?
Tanti altri articoli dai colori neutri vi aspettano, a cominciare dagli utensili per il giardinaggio e la cucina, biancheria in morbido lino e moltissimi diversi contenitori in metallo.

Tra l’altro, con un tempismo più che perfetto, lo sconto del 30% vi aspetta su tutta la selezione di articoli primaverili, compresi quelli indispensabili per allestire una vera e propria festa nel vostro giardino o balcone. Del resto la parola estate, si sa, è anche sinonimo di tempo all’aperto, di amici, di matrimoni, grigliate e pic nic sull’erba!

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Non vedo l’ora di mostrarvi le cose che presto approderanno nella piccola casa!

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Moodboard di Giugno

In Svizzera oggi è festa e ovviamente piove. Approfittero di questa giornata fresca e buia per riordinare tutte le idee per il blog e scrivere un po’.
Domani mattina partiremo per Bologna dove ci fermeremo solo fino al giorno seguente. Giusto il tempo di abbracciare alcuni amici, la mamma e recuperare i documenti di cui ho bisogno.

Adoro il mese di Giugno, apre le danze ai mesi più caldi e affollati dove la gente si riversa nelle piscine e al mare, ma allo stesso tempo rassicura con le sue temperature ancora sopportabili, nonostante le giornate molto lunghe.
Per me questo è tempo di aperitivi all’aperto, grigliate, insalate di pasta, vestiti leggeri e piedini infilati nei sandali. No, non sono pronta ad indossare il costume ma ieri ho bagnato i piedi nell’acqua fresca del lago mostrando le mie caviglie bianchissime e forse dovrei, invece, lavorare fin da subito al mio pallore. 😛
Non amo stare al sole, ho una bassissima sopportazione del caldo e mi annoio subito, capirete quindi che diventa molto difficile per me abbronzarmi prima di essere in vacanza o di avere vicina dell’acqua in cui tuffarmi e refrigerarmi…

Grandi programmi per questo mese ancora non ce ne sono, tante cose bollono in pentola ma solo il tempo potrà darmi le giuste risposte. Nel frattempo metto al primo posto la mia salute che, con alti e bassi, ultimamente fa un po’ la capricciosa.
Nei prossimi giorni spero di riuscire a preparare anche alcuni post sul Giappone, non aspettatevi nessun pratico consiglio di viaggio, voglio solo raccontarvi di alcuni progetti che desideravo e sono finalmente riuscita a vedere!!

Che ne dite? Ci tuffiamo insieme in questa moodboard estiva?! 🙂

Moodboard_June

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May Updates

Scusate l’assenza (e il ritardo), come alcuni di voi sapranno seguendomi su Instagram, le ultime due settimane di Maggio sono partita per il Giappone, tornando proprio il 31.
Ho trascorso i giorni scorsi e seguenti al rientro recuperando forze (maledetto fuso orario), svuotando valigie, avviando lavatrici e pulendo la piccola casa, che finalmente è tornata al suo solito ordine (o quasi) e con un frigo adeguatamente pieno. Il primo giorno a Lugano avevo una voglia incredibile di un bel piatto di pasta al pomodoro, voglia che ho dovuto ben presto farmi passare perchè non avevo nemmeno del sugo in casa…

Scrivo di domenica mattina approfittando del fresco e di Andrea che ancora dorme, ma non voglio dilungarmi troppo nel raccontarvi di questo faticoso e bellissimo viaggio; ho in programma un paio di post per parlarvi meglio di alcune cose viste nel corso di quei giorni e sono sicura che le stories e le fotografie pubblicate su Instagram possano riassumerlo già sufficientemente bene. Senza contare la testa che vi ho già fatto prima di partire, scusatemi!
Io con la mente sono ancora là in Giappone (e penso che ci rimarrò ancora per un po’) e anche se sono felice di essere tornata da Agata, continuo a risfogliare le foto e a pensare a quel buffo e matto popolo che ho avuto occasione di conoscere. Alcune loro abitudini e temperamenti caratteriali mi hanno sensibilizzata verso alcuni nostri comportamenti, primi tra tutti la calma, l’ordine e il rispetto.

Ci sarà tempo per approfondire meglio anche questo argomento, per ora passo e chiudo con gli 8 updates che ho dovuto, a fatica, selezionare e vi auguro una buona domenica! 🙂

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Ristorante Frenchie Covent Garden a Londra

Sempre più spesso mi capita di uscire a bere qualcosa con le amiche e di spizzicare qualcosa tra un bicchiere di vino e l’altro. Capita anche a voi? Molte volte quelli che iniziano come aperitivi finiscono per trasformarsi in cene, senza necessariamente assalire buffet ma sedendo comodamente al proprio tavolo ed ordinando direttamente dal menù.
Ed è proprio con questo spirito che oggi voglio portarvi al Frenchie Covent Garden, un ristorante e wine bar nel cuore di Londra. Il locale offre un ottima selezione di vini e varietà di cocktail stagionali, accompagnati da piatti francesi ma influenzati dalla cucina acquisita dal proprietario e chef Gregory Marchand durante i suoi viaggi a New York, Spagna e Hong Kong.
Anche i non-intenditori come me potranno farsi guidare tra le proposte e misurarsi con degustazioni adatte a ciò che si sta bevendo, trascorrendo una conviviale e piacevole serata nella capitale del Regno Unito.

Anche l’aspetto del Frenchie, sobrio ma accuratamente arredato, rispecchia alla perfezione ciò che con amore viene servito e accompagnato all’ampia varietà di vini della cantina.
Parquet a lisca di pesce, sedute imbottite rosa e grigie e un soffitto liscio e bianco in contrapposizione a pareti in mattoni, tavolini in metallo e cucina a vista. Uno stile industriale ma sofisticato che ricerca nei dettagli dorati, nelle forme dei lampadari e delle abat jour disposte lungo il bancone in marmo, ma soprattutto nella stessa intensità di luce e colore, l’atmosfera e l’accoglienza perfetta.

Cosa ne dite? Chiudiamo gli ombrelli ed entriamo? 🙂

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