Spunti e Virgole | Lifestyle
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Autunno? Cominciamo dall’armadio

Questo articolo non parla di tendenze o ispirazioni per la casa, ma del conflittuale problema che riguarda la gestione degli armadi. L’ordine di una casa non si mostra soltanto sistemando i cuscini sul divano o i lavando i piatti lasciati nel lavandino, ma con un’altrettanto severa organizzazione degli spazi “nascosti” o “chiusi”.

Avere una casa ben organizzata semplifica la vita, per questo è importante almeno una volta all’anno capire quali inutili fardelli stiamo portando con noi nell’armadio (ma non solo, potete adottare lo stesso sistema in qualunque altro posto) e da quanto tempo non abbiamo voglia di indossarli.
Non è un lavoro semplice, bisogna purtroppo fare i conti con i soldi mal spesi o con le mode che troppo spesso ci inducono a comprare capi d’abbigliamento temporanei o non adatti alla nostra fisicità. Ci serva di lezione questa esperienza per memorizzare e fare tesoro di tutto quello che scarteremo e che non ci fa sentire bene, sia colpa del colore, della fantasia o del modello. Partiamo subito vedendo insieme il sistema con cui da anni tengo in ordine gli armadi della piccola casa:


Fotografia IKEA | Sistema componibile ELVARLI

 

  1. Allontanate i sensi di colpa

    Tenere una cosa che non vi piace solo perchè vi è stata regalata o perchè l’avete pagata tanto, senza mai averla usata, non vi farà sentire meglio. Scacciate i sensi di colpa regalandola piuttosto a qualcuno a cui crediate possa piacere o provate a venderla su uno dei tanti siti e app (ad esempio depop).

  2. Addio oggetti vecchi e rovinati

    Un tempo saranno anche stati i vostri abiti preferiti ma, ora che il colore è sbiadito o cominciano a formarsi buchetti e segni di usura, è proprio giunto il momento di salutarli.
    Ma non temete, vi innamorerete presto di un nuovo capo e a questo punto avrete sicuramente in chiaro come dovrà essere per diventare il vostro preferito.

  3. Da quanto tempo non lo usate?

    Vi è piaciuto, va bene, ma da quanto tempo non avete più voglia d’indossarlo?
    Forse negli ultimi anni avete preso qualche chiletto o magari semplicemente i vostri gusti sono cambiati – è legittimo e naturale – perciò, se sono due stagioni che non indossate più un capo d’abbigliamento, può significare solo che non vi piace o non vi ci vedete più; in entrambi i casi, mi dispiace dirlo, la soluzione è solo una: donateli ad amici, parenti o ad un ente benefico.

 

Vi suggerisco di scegliere i cambi di stagione per procedere al decluttering, così facendo potrete approfittare dell’armadio vuoto e pulito per riorganizzare tutti gli spazi in funzione della stagione in arrivo.
Proseguiamo? Passiamo allora a capire, una volta riposti nell’armadio solo gli abiti che vi piacciono, vi valorizzano o che indossate, come evitare futuri acquisti impulsivi.

 

  1. Scegliete i colori giusti

    Basta colpi di testa! Continuate a comprare solo i colori che vi fanno sentire bene, che si adattano al vostro incarnato e con cui non vi sentite appariscenti o, peggio ancora, goffi. Un esempio? Il mio armadio si alterna soprattutto di neri e bianchi, qualche nota grigia, rosa antico, rosso o boudeax. Fatta quindi eccezione per qualche azzurro polveroso e violaceo, per gli aranciati poco saturi o virati al mattone e ai beige, stiano alla larga tutti i gialli, verdi e blu accesi che, sono certa, finirebbero per non uscire mai dall’armadio.

  2. Attenzione alle fantasie

    Gli abiti a fantasia possono essere molto pericolosi, ve lo dice un’amante di tutto quello che è a fiori o a pois. In generale vi consiglio di puntare sempre a fantasie di piccola dimensione, questo renderà molto più versatile il capo ed eviterà che ve ne stanchiate nel giro di poco tempo.
    Valgono ovviamente anche tutti i suggerimenti già notoriamente conosciuti come:
    – Evitate righe orizzontali che potrebbero otticamente allargarvi (fatta eccezione per le iconografiche maglie marinière solitamente caratterizzate da righe sottili e ben spaziate tra loro – un classico su cui si può chiudere un occhio!)
    – Non abbinate tra di loro due fantasie diverse. Se la camicia o la maglietta è a fantasia, la gonna o il pantalone devono essere tassativamente monocolore.

  3. Puntate sui giusti modelli

    Tutti abbiamo dei difetti, perciò impariamo a guardarci allo specchio, a riconoscere i nostri punti di forza e a fare leva proprio su questi per scegliere anche il più banale dei capi d’abbigliamento.
    Anche se a volte ci ostiniamo a cambiare e ad osare nuovi modelli, finiremo sempre per tornare a quelli che ci fanno sentire più belli, facendoci dimenticare ogni insicurezza.

 

Ho imparato negli anni che non esistono metodi giusti o sbagliati ma solo momenti opportuni. Ogni volta che indossate qualcosa che non vi stare bene o peggio, lo provate e per troppe volte non arrivate nemmeno ad uscirci, lasciatelo da parte in attesa di quel momento che, non preoccupatevi, arriverà!
Nel frattempo, in attesa di sapere se questo articolo vi avrà aiutati a fare ordine nel vostro armadio, fatemi sapere se vi piace che ogni tanto io vi parli di come organizzo la piccola casa. 🙂

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CASAfacile Academy

Lunedì scorso CASAfacile ha convocato tutte le #bloggerCFstyle nella bellissima sede di Milano della Mondadori (si proprio quella meravigliosa progettata da Oscar Niemeyer) per trascorrere insieme un’interessante e bellissima giornata formativa.

Fotografia di Martina Cima

Oltre ad averci chiarito le idee su come scrivere ed editare foto per un buon articolo, sia sul sito di CASAfacile che sul nostro blog, ci hanno fatto fare un giro nella viva redazione in cui nasce mese dopo mese la nostra rivista del cuore. Un centro pulsante di idee in cui un team di grafici, architetti e la meravigliosa direttrice Giusi Silighini lavorano ogni giorno.
Ancora non mi sembra vero di essere un piccolo ingranaggio di questa macchina – un sogno cominciato ad Aprile, in occasione del Fuorisalone 2018, che si sta trasformando in un’avventura in compagnia di tante altre persone che condividono con me la passione per questa rivista e per la scrittura.

Ma, prima di salutarci e archiviare questa bellissima giornata insieme, siamo state divise in otto gruppi da sei per lavorare ad un esercizio che consisteva nello sviluppare una moodboard indicata al design e alla filosofia della cucina Scavolini (sponsor ufficiale della giornata) che ci era stata assegnata. A noi è toccata la meravigliosa QI, disegnata da Oki Sato per lo studio giapponese Nendo – uno spazio di lavoro flessibile e funzionale che sfrutta le pareti per alternare ai comuni pensili la possibilità di mensole con contenitori, ideali per tenere in ordine comodamente la cucina.
Ispirate dalla colorazione in Laccato Opaco Grigio Ferro, ecco quello che io e le mie compagne Francesca di “The Bluebird Kitchen”, Valentina di “Appunti di casa“, Serena di “Picsilli“, Daisy di “A tiny travel story” e Deborah di “More Time Studio” siamo riuscite a tirarne fuori:

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Blogger CASAfacile Style

Tutto il fermento delle ultime settimane è dovuto a questo, finalmente posso dirvelo, faccio parte del nuovo team di CASAfacile!
Questo blog, nato per mettere nero su bianco tutto quello che mi piace, è finito per crescere sempre di più. Un anno e mezzo di costanza, sacrifici, ostinazione e tante tante soddisfazioni; quindi, bando alle ciance, mercoledì sarò riunita alla mia futura nuova famiglia per conoscere meglio i miei compagni di viaggio e festeggiare insieme a loro (anche se molti di loro sono già per me fonte d’ispirazione).

Il fuorisalone di CASAfacile vi aspetta in Piazza Alvar Aalto tutti i giorni da martedì 17 a domenica 22 aprile 2018 dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (domenica 22 aprile l’orario di chiusura sarà alle ore 17) e come ogni anno ci saranno ad aspettarvi soprese, workshop ma soprattutto moltissime ispirazioni. Eccovi il link con l’elenco completo di tutti gli eventi a cui potrete partecipare nel corso della Design Week.

Io come tanti altri blogger e designer, aspetto questo momento da tutto l’anno e quindi rimarrò in giro per Milano anche nei giorni successivi all’evento privato di presentazione MEET THE BLOGGER! (che potrete seguire in diretta su facebook).
Ma non è tutto, tra le altre novità che mi riguardano, CASAfacile ha deciso di rendere unico e speciale il nostro lavoro per loro, includendo sotto il profilo privato di ogni #bloggerCFstyle la raccolta di tutti i suoi articoli. Una specie di blog in cui potrete leggere i contenuti scritti per CASAfacile divisi autrice per autrice e, udite udite, nel mio è già stato pubblicato il primo! Eccolo qui.

Credo di avervi detto tutto, non resta che tornare ai miei preparativi ed aspettarvi in giro per il fuorisalone!

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La filosofia HYGGE secondo Spunti e Virgole

Ci sono voluti i danesi per sdoganare con una parola quella sensazione di calore casalingo, il piacere di creare un atmosfera con candele, buon cibo e amici, o semplicemente affiancando al divano una coperta e una tazza di tè caldo. E il gatto? Agata, infatti, è la cosa più hygge nella piccola casa.
E allora vediamo insieme quali sono i punti cardine di questa filosfia, discussi e reinterpretati da me per Spunti e Virgole!

grace-helmer-illustrations-everythingwithatwist-09 Grace Helmer – Hygge

“La hygge è legata a un’atmosfera e a un’esperienza, più che agli oggetti. È stare con le persone che amiamo. È la sensazione di essere a casa, di trovarci al sicuro, di essere protetti dal mondo e poter quindi abbassare la guardia. Magari semplicemente conversando sulle piccole o grandi cose della vita, godendoci una compagnia tranquilla o silenziosa, oppure sorseggiando una tazza di tè da soli.” Meik Viking

 CAPITOLO UNO: LUCE
Candele
Una percentuale altissima di danesi accende giornalmente candele nella propria casa, aggiudicandosi nella classifica mondiale uno dei posti più alti. In effetti, con un piccolo e velocissimo gesto, le candele aiutano a creare un’atmosfera rilassata e calda in qualunque appartamento.
Nella piccola casa amiamo da sempre la luce delle candele, che usiamo nell’arco di tutto l’anno, sia in dentro che fuori in terrazza. Ci piacciono proprio, appena scende la luce comincia il rituale d’accensione che solitamente prevede almeno una candela accesa sul tavolo e due sul mobile-libreria, senza dimenticare quella nella lanterna in terrazza, che traballando si fa scorgere tra il vetro e le tende. Quando poi aspettiamo ospiti, siamo soliti illuminare anche l’ingresso con due piccoli lumini e il bagno con una candela profumata appoggiata sul bordo della vasca.
A noi piace a anche gli amici sembrano apprezzarle molto! 🙂
Lampade
Ad affiancare la candida dimensione delle candele ci vuole il supporto e ausilio delle lampade, scelte per facilitarci anche nei compiti più semplici, compensando la mancanza della luce naturale. La scelta dell’oggetto non si basa solo sull’estetica ma sulla qualità e quantità di luce che serve in quella precisa area della casa.
Andrea è un grande amante delle luci, ne abbiamo davvero tantissime in giro per casa ed ognuna ha il suo momento di gloria nell’arco della giornata. Ad aprire le danze è la lampada da terra vicino al divano, che si accende non appena la luce del giorno comincia lentamente a calare, è calda e forte allo stesso tempo, perfetta per completare una lettura o svolgere le ultime attività della giornata. In seguito, in concomitanza alle precedenti, si accende quella sopra il tavolo e quella sui fornelli, la seconda sono sicura che la conoscete mentre la prima è una luce chiara e forte necessaria per chi come me non sopporta mangiare al buio e non vedere bene in viso la persona con cui sta parlando. Una volta finita la cena, spenta ogni altra luce, a piccoli passi cominciano ad accendersi le luci più piccole, si tratta di due ghirlande, una vicino alla finestra e una fuori in terrazza, una piccola lampadina appesa dall’ingresso e una lampada con base in sughero sopra la libreria che, con il suo vetro satinato, aiuta a diffondere uniformemente nello spazio la sua luce tenue.

 CAPITOLO DUE: HYGGE
Credo che per molti, aggiungere al proprio dizionario questa parola, sia solo una formalità, un modo per definire con maggiore precisione un rituale casalingo già da tempo sdoganato. In fondo non serve una parola per stare bene, siamo tutti perfettamente consapevoli di quali gesti aiutino a rilassare mente e corpo una volta tornati a casa la sera o nell’arco dell’intera giornata.
In ogni paese, ogni persona nella propria casa costruisce anno dopo anno il suo hygge, unico per abitudini, clima, stagione e perfino gusto; semplicemente ci si adatta a non chiamarlo, pensando che non abbia un nome preciso ma si tratti semplicemente di un’atmosfera, troppo ampia a vaga per essere costretta dietro una definizione.
Eppure prima di noi, molto tempo fa, qualcuno ha pensato che fosse importante dare un nome a questi piccoli ma fondamentali gesti quotidiani, dichiarando l’esistenza di qualcosa che per molti è ormai normalità e viene subito dopo il mangiare, bere o lavarsi.
Il manifesto della hygge
1. Atmosfera: i successi quotidiani della piccola casa si basano tutti su luci, profumi, una tisana, le fusa del gatto, etc etc.
2. Presenza: a volte è difficile essere presenti, i problemi nati fuori casa non hanno un pulsante on/off e si finisce per non staccare mai veramente. Nella piccola casa purtroppo telefoni e computer non si spengono mai, rovinando moltissimi momenti casalinghi. 🙁
3. Piacere: biscotti, dolcetti, cioccolato, caramelle e un’ampia scelta di tè e tisane. Io e Andrea non ci facciamo mai mancare qualche golosità nella credenza, ne abbiamo davvero per tutti i gusti e ci piace sempre, a pasto concluso, deliziarci sul divano con qualche peccatuccio di gola.
4. Parità: come in ogni convivenza ben riuscita, anche noi abbiamo stabilito dei ruoli che ci aiutano nel quotidiano a dividerci compiti e ad essere allo stesso tempo ottimi chiacchieroni e attenti ascoltatori – fatta eccezione di qualche giornata no che purtroppo capita a tutti.
5. Gratitudine: è importante rendersi conto di ciò che si ha per poterlo apprezzare davvero. Ogni giornata può diventare un dono prezioso se facciamo in modo che si distingua da tutte le altre. Per fortuna ci sono io a compensare il pessimismo che ogni tanto affligge Andrea! 😛
6. Armonia: questa si che è una vera sfida! L’armonia è difficile da raggiungere e qualche volta servono montagne di errori prima di tarare il proprio atteggiamento in modo introspettivo e propositivo.
7. Comfort: i danesi insegnano che non si stabilisce la propria necessità di riposo e relax sulla quantità di lavoro svolto durante la giornata. Rilassarsi è un’arte che va imparata e di cui hanno diritto tutti.
8. Tregua: a se la giornata è stata pesante, è bene imparare che parlarne anche a casa non è sempre la cosa migliore. Qualche volta, varcata la soglia, è indispensabile lasciarsi coinvolgere in discorsi più leggeri e cambiare i propri pensieri con altri nuovi e positivi.
9. Condivisione: non c’è rapporto sincero senza condivisione, perciò costruite intorno a voi una rete che catturi solo pesciolini disposti a fare altrettanto nei vostri confronti. Nella piccola casa entrano solo loro!
10. Riparo: la piccola casa per me rimarrà sempre bellissima, pur riconoscendo i suoi grandi limiti. È il luogo dove mi sento sicura, protetta dal mondo, in cui scrivo e posso essere al 100% Martina.

◆ CAPITOLO TRE: INTIMITÀ
È tutta una questione di ossitocina, che viene rilasciata quando siamo fisicamente vicini al corpo di un’altra persona o al semplice contatto con il nostro gatto. La piccola casa è piena di ossitocina che ad intervalli regolari ogni giorno Agata mi regala, raggiungendo però il suo culmine massimo la sera, quando finalmente siamo tutti e tre riuniti sotto lo stesso piccolissimo tetto!
Per rilasciare questo ormone non bisogna essere necessariamente fidanzati, o avere un gatto, basta semplicemente avere accanto, al momento opportuno, la persona giusta. Un’amica sincera, una sorella pasticciona o un grande e chiassoso gruppo di amici, l’importante è prendersi cura di rapporti sociali soddisfacenti.
Questo è indubbiamente il primo pilastro della Hygge, l’ingrediente principale della torta; ancora prima di luce, candele e altri oggetti, che servono solo da cornice all’innata attitudine dell’uomo a connettersi con gli altri.
“I nostri rapporti influenzano la nostra felicità.”
I danesi preferiscono gruppi ristretti di amici, spesso escludendo persone esterne alla loro piccola cerchia; ipotesi obsoleta per noi italiani che sappiamo invece trascorrere momenti hyggeling anche insieme a molte persone. Magari aggiungendo sedie attorno al tavolo o coinvolgendo indirettamente e inconsapevolmente persone che scopriremo solo dopo essere valide. In Italia, puntualmente, quasi ogni cena nata tra amici si trasforma in una fragorosa serata in compagnia, dove una parte importante dello stare insieme è data dalla condivisione di amici o dal coinvolgimento di persone che fino a quel momento non avevamo avuto occasione di conoscere.

◆ CAPITOLO QUATTRO: CIBO E BEVANDE
Per me cucinare significa rendere omaggio alle persone che amo, sedere a tavola con loro gustando quello che ho cucinato e allestito con passione e, dopo un lungo chiacchierare e bere vino, portare via i piatti vuoti con soddisfazione.
La cucina Hygge è questo, una cucina semplice, saporita e casalinga, portata a tavola con il guantone da forno e servita nei piatti in maniera disuguale e sbavata – una cucina personale e alla portata di tutti insomma!
Il cibo non è solo nutrimento, è un legante universale. Ogni giorno famiglie si riuniscono per cena, colleghi pranzano insieme, mamme decorano biscotti per la colazione dei figli e amiche alternano, davanti alla loro serie preferita con quell’attore che gli piace tanto, una manciata di pop-corn e un cucchiaio di gelato. Il cibo è consolazione, trovare dopo cena un cioccolatino nella credenza, prendersi un caffè leggendo il giornale nel bar sotto casa, le cene a tema del martedì e l’amarezza di una torta che non è lievitata nel forno. Una vita sana non è fatta solo di rinunce, interrompete per una sera la dieta e ordinate pizza con gli amici e se ne avete voglia preparatevi la cioccolata calda anche in Agosto.
Ovviamente sperimentare e scontrarsi con nuovi piatti implica necessariamente sbagliare e venire sconfitti da cotture o preparazioni insidiose, ma la filosofia Hygge perdona gli errori e premia, prima ancora del risultato, il lungo procedimento e l’impegno che ci mettiamo.
Finalmente qualcuno che apprezza lo sforzo in un mondo dove gli errori sono sempre sottolineati con un grosso evidenziatore giallo (e di errori in cucina se ne fanno sempre molti)!!
E se volete un consiglio, non date a nessuno la ricetta del vostro cavallo di battaglia e quando ve la chiederanno, invitateli a mangiarlo fatto da voi!

◆ CAPITOLO CINQUE: ABBIGLIAMENTO
Ah, tasto dolente per noi donne che amiamo acquistare vestiti e finiamo per indossare sempre gli stessi, riempiendo armadi di cose che mettiamo si e no due volte l’anno. Ditemi vi prego che anche voi siete così!!!
Ci facciamo attirare da meravigliosi abiti, gonne e scarpe dall’aspetto poco comodo per poi infilarci ogni mattina in jeans, maglioni e un vecchio paio di anfibi sformati… Eppure l’armadio straripa, pieno di abbigliamento praticamente nuovo o cose che sembrano infilate lì da qualcun’altro.
Da un po’ di tempo a questa parte però, la mia mania per l’ordine e la pulizia ha raggiunto anche gli angoli più remoti dell’armadio, costringendomi a buttare via le cose rovinate e scartando in alti sacchi neri tutti i capi inutilizzati. Con un po’ di amarezza mi sono convinta che fosse la cosa giusta da fare e che tenere tutto non sarebbe servito a farmi indossare ciò che non metto da ormai troppo tempo. Una piccola parte sono perfino riuscita a venderla, raccimolando qualche soldino e alleviando i miei sensi di colpa sul passato shopping compulsivo.
Ma prima di tutto questo ho dovuto lavorare sul controllo delle spese, anche le più piccole, domandandomi di volta in volta se avrei sfruttato l’acquisto o spesso rinunciando in previsione di qualcosa che avrei desiderato di più. Alla fine, piano piano mi è passata la voglia di acquistare ogni cosa che vedevo, guadagnandoci così in soldi e qualità.
Non preoccupatevi, non rinuncio a tutto, semplicemente quando trovo qualcosa che mi piace pondero con più calma l’acquisto, calibrandolo al mio gusto e alle mie esigenze, proprio come consigliano i danesi.
La Hygge non ci insegna solo a tenere in ordine il guardaroba o a limitare le spese superflue, ma si descrive come uno stile preciso dalla tendenza casual e informale, lo stile che più o meno tutti indossiamo (almeno due giorni a settimana dai) e non pone altri limiti alla fantasia e al gusto delle persone; certo alcune cose non devono assolutamente mancare nel nostro guardaroba:
Sciarpe
In fondo chi non possiede una sciarpa per l’inverno e non desidererebbe averla anche in estate quando l’aria dentro i negozi è gelida e il mal di gola in agguato?!
Nella piccola casa le usiamo tanto, siamo inclini ai piccoli malanni di stagione e avidi consumatori di caramelle al mentolo. Non troverete che sciarpe nere, non amiamo indossare troppi colori e questo, inevitabilmente, comporta degli scambi involontari. Pff
Nero
Qui giochiamo in casa. Vi basti sapere che nella lavatrice chiara metto principalmente asciugamani e cose di casa, oltre a qualche rara camicia o maglietta bianca, tutto il resto finisce in quella scura… e quando dico scura intendo nera, tutta. Non sapete che fatica abbinare i calzini quando sembrano tutti uguali ed escono a centinaia dal cestello!
Maglioni voluminosi
Un must del mio guardaroba, acquistati dove capita con un’unica regola, morbidi e abbondanti.
Questo inverno, dopo anni che mia mamma non mi faceva un maglione, abbiamo riscoperto insieme le sue qualità e capacità con i ferri e da lì è bastato un attimo per commissionarle una lunga serie di maglioni in lana mohair.
Strati
In inverno siamo tutti costretti a vestirci a cipolla con maglie, maglioni e pesanti giacche. Non è certo il modo più comodo di vestirsi ma è anche l’unico che ci consente di sopravvivere al passaggio dal freddo esterno agli uffici riscaldati o ai mezzi di trasporto affollati.

◆ CAPITOLO SEI: CASA
Finalmente il nostro capitolo!
La casa e lo stile di vita sono i temi su cui ho costruito ogni argomento affrontato qui su Spunti e Virgole con voi ed in mezzo ad ispirazioni, home tour, moodboard colorate e qualche scatto della piccola casa, troviamo sempre il familiare stile scandinavo che tanto adoro.
Facile immaginare quindi come un tema a loro così caro sia entrato anche nella filosofia hygge, che ha come sede principale proprio la casa. Arredarla e renderla confortevole è un arte che grazie a colossi del design scandivano come IKEA, ora possiamo portare nelle nostre abitazioni con facilità, giocando ad alternare pezzi unici con altri dal design più o meno comune. Lo abbiamo già detto tante volte, quello che rende uniche le nostre case sono i dettagli, dati dal carattere di chi le abita e dall’attenzione verso le proprie piccole abitudini.
La casa cresce e cambia insieme a noi e la sedia che abbiamo lasciato in cantina per molto tempo potrebbe oggi essere perfetta con il nuovo tavolo. L’importante è rinnovarsi e mettersi in discussione, ruotare gli arredi, alternare le luci e rinfrescare cuscini e coperte con i colori e i tessuti adatti alla stagione. L’appartamento perfetto non esiste, ma abbiamo la capacità di renderlo nostro e quindi bellissimo!
Questo è il segreto del successo della piccola casa, che nasconde i suoi mille difetti dietro l’amore che ogni giorno mettiamo nel vivere qui!
1. Hyggekrog
Ovvero il punto di una stanza dove ci piace trascorrere del tempo, magari accoccolati dentro una coperta con una tazza di tè in mano. Il mio è sicuramente il divano, dove sono anche adesso; da qui ho una visuale su buona parte della casa e verso l’esterno, grazie alla vetrata che da sulla terrazza. Posto ideale per lavorare e farmi distrarre da ciò che accade fuori. 😀
È anche il posto preferito di Agata e questo dovrebbe dirvela lunga, i gatti scelgono sempre postazioni rassicuranti in cui si sentono protetti. Perciò ce ne stiamo spesso qui, insieme, lei dorme mentre io batto, come al solito, sulla tastiera del mio computer.
2. Camino
Una volta nella vecchia casa di Budrio, nella campagna fuori Bologna dove abitavo da piccola, avevamo un grande camino in soggiorno che nel periodo invernale veniva spesso acceso e su cui cuocevamo le castagne. Anche mia nonna nella sua casa a Verona ha un camino che però accendiamo solo nel giorno di Natale.
Ho solo qualche lontano e sparpagliato ricordo legato al camino e in effetti non credo che sarebbe un elemento rilevante nella scelta di una casa! Scusami Hygge!
3. Candele
Immancabili, come già detto nel primo capitolo!
4. Oggetti di legno
Un materiale caldo e che si adatta ad ogni casa, tranne la mia probabilmente.
Il colore beige del linoleum posato a pavimento qui nella piccola casa, infatti, mi ha portata a pensare che non fosse proprio il materiale giusto da usare e mi sono ormai rassegnata all’idea!
5. Natura
Ohhh, la natura! Se fosse per me la piccola casa sarebbe un autentico giardino tropicale fatto di piante con grandi foglie e cactus pungenti. Per il momento di tropicale c’è ben poco, solo una famiglia di piccole piante grasse che con amore preservo sulla libreria Tomado e in qualche altro angolo dell’appartamento.
6. Libri
Per chi ama i libri lo spazio non è mai sufficiente e per quanti scaffali uno abbia in casa, la collezione di libri in continua crescita finirà presto per riproporvi il solito sconveniente problema di capienza.
Una volta leggevo molto, molto più di adesso, letteratura soprattutto, mentre ora acquisto quasi solo libri di illustrazione e legati al design, all’arredamento e alle piante. L’informazione in questo campo non è mai abbastanza e qualche volta bisogna compensare con libri più specifici all’infarinatura che riviste e magazine diffondono.
7. Ceramiche
Mi avete scoperta! Insieme ai tessuti, infatti, la mia più grande passione sono proprio le ceramiche come i vasi per le piante o piccoli porta candele. Andrea dice che la nostra fortuna è avere una casa piccola, altrimenti, data la passione di entrambi per le tazze, ci riempiremmo probabilmente ogni spazio libero.
8. Pensate al tatto
Curo moltissimo l’aspetto tattile della piccola casa, affiancando sempre con precisione e rispetto i diversi materiali tra loro. La questione tattile che più mi appassiona sono i tessuti, ruvidi, opachi ed in contrasto tra loro.
9. Vintage
Altro tasto dolente per la piccola casa che di vintage non ha proprio nulla. Non amo il vintage, sarò onesta. Non mi piace portare a casa la storia di altri, a meno che non sia un oggetto di famiglia che ha cucito addosso un racconto che riguarda anche me.
Nella casa di Bologna mia mamma conserva diversi mobili vintage, alcuni acquistati ed altri risultato di concessioni familiari.
10. Coperte e cuscini
…non se ne hanno mai abbastanza! Io la penso così e per questo acquisto e sostituisco spessissimo le fodere dei cuscini sul divano, abbinandole ad una calda coperta in pile o lana. È un modo come un altro per rinnovare e rinfrescare l’aspetto del living con colori e tessuti che regalano alla stanza un’immagine sempre diversa.

◆ CAPITOLO SETTE: HYGGE FUORI CASA
“Sebbene la casa sia la sua sede d’elezione, è senz’altro possibile trovare la hygge anche fuori.”
E meno male…in vista della bella stagione la voglia di trascorrere tempo fuori casa si farà sempre più intensa e non vorremmo che tutti gli sforzi hygge dell’inverno fossero improvvisamente vanificati da un aperitivo all’aperto o una vacanza al mare.
Compagnia
Non dimenticate tutto quello che è stato detto in precedenza, la compagnia delle persone vi sarà indispensabile anche quando uscirete. Concedetevi senza paura alcuni fondamentali momenti da soli, sia fuori che dentro casa, solo così saprete apprezzare meglio il tempo in compagnia.
Disinvoltura
Amici, parenti, qualunque persona scegliate di avere accanto saranno coloro che vi permetteranno di rilassarvi ed essere voi stessi, sempre. Confinate ogni formalità agli sconosciuti.
Contatto con la natura
Non sempre in città (ebbene si, anche le più piccole come Lugano) è possibile trascorrere del tempo nella natura. A volte trovare nella distesa di cemento un piccolo angolo verde sembra un impresa titanica. Tuttavia faremmo bene ad impegnarci di più nella ricerca, il contatto con la natura è importante e ci permette di immergerci per qualche istante in una dimensione introspettiva e rilassante.
Quando sovraccarico la mente di pensieri, immagino di fare le valigie e scappare in una natura bucolica ed erida come quella incontrata in Puglia la scorsa estate, oppure impetuosa e forte come quella dell’Islanda, con le sue maestose cascate; alla fine prendo giusto un paio di cose, carico il gatto in macchina e guido fino alla casa in montagna dove la dimensione casalinga, l’aria fresca e le cime innevate riescono a risanare in poco tempo qualunque male.
Vivere il momento
La sensazione di essere esattamente dove vorremmo è inappagabile. A volte dimentichiamo che possiamo scegliere, chi essere, dove essere, e lavorare in funzione dei nostri desideri.
In un mondo di preoccupazioni è importante qualche volta fare un bel respiro e vivere solo per quel preciso momento.

◆ CAPITOLO OTTO: HYGGE TUTTO L’ANNO
Sfatiamo il mito che si possa essere hygge solo a Natale o nel corso dell’inverno. Anche lontani da coperte, cuscini e tè caldo, si può continuare a condurre una vita più rilassata e armoniosa.
Cambieranno le attività, si avrà probabilmente più voglia di passare tempo all’aperto, ma troverete sempre e comunque, in ogni stagione, il corretto modo per trascorrere momenti di qualità in compagnia di altre persone o con voi stessi.
Ogni mese porta con se ricorrenze, tradizioni ed opportunità che vanno rispolverate. Anche lontani da addobbi e mercatini di Natale possiamo trovare ricorrenze, feste di paese, notti di stelle cadenti o la banale riapertura di quel piccolo locale estivo sul lago – questi sono solo alcuni esempi. Lo scorrere di ogni mese potrà essere unico se attorno ad esso costruirete piccoli rituali e tradizioni da condividere.

◆ CAPITOLO NOVE: HYGGE A BUON MERCATO
La hygge segue uno stile di vita lento e semplice. Quello che ci rende felici nel corso della vita o all’interno della singola giornata sono le piccole attenzioni, i semplici gesti che dedichiamo alle cose.
Non c’è bisogno quindi di fare grandi cose per stare bene o condurre una vita serena e piacevole; non abbiate fretta di fare le cose, almeno quelle che esulano dal frenetico mondo del lavoro dove non sempre possiamo scegliere con che ritmo procedere. Prendetevi il tempo giusto per cucinare, anche un semplice piatto di pasta, o per fare un lungo e rilassante bagno prima di andare a dormire. In fondo, se ci pensate, sono proprio le piccole cose a farci stare bene, e sono anche le cose che solitamente non possiamo comprare.
Penso ai miei maglioni preferiti, a come quelli più comodi siano anche i più vecchi o ereditati, a come nell’armadio ci sia sempre un jeans più usato degli altri o banalmente a come aprire la porta di casa e trovare Agata ad aspettarmi possa risanare in un istante ogni giornata storta.
Vivere una vita semplice non significa accontentarsi ma solo saper apprezzare di più quello che ci sta intorno.

◆ CAPITOLO DIECI: TOUR HYGGE DI COPENAGHEN
Non sono mai stata a Copenaghen, mi piacerebbe moltissimo ed io e Andrea ne parliamo ormai da troppo tempo.
L’idea di andarci è così tanta che finisce per spaventarmi. Nei miei pensieri è esattamente la città perfetta, sia per stile di vita che per le affinità con le mie passioni quotidiane – design, architettura e perfino la cucina.
Sono stata in altri paesi scandinavi come Stoccolma e perfino la gelida e adorabile Reykjavík, ed entrambe hanno fatto breccia nel mio cuore con i loro scorci tra le case colorate e l’innata dote di saper rendere bellissimo ogni minuscolo bar o locale in cui stanchi e infreddoliti ci infilavamo.
Il giorno che andrò a Copenaghen (e spero sia presto) di certo la lista di luoghi da visitare e posti in cui andare sarà già da molto tempo pronta, rimane solo un problema, dover prima o poi tornare a casa.
Non a caso la hygge è nata proprio tra le strade di quella città, oltre che in tutto il resto della danimarca. Il loro modo di vivere diventa per noi affascinante perchè spesso troppo lontano dalle abitudini in cui siamo rimasti intrappolati negli anni e che vale la pena riconsiderare.

◆ CAPITOLO UNDICI: NATALE
A Natale, anche chi non vuole, finisce per farsi contaguare da questo romantico momento hyggelig.
È un periodo meraviglioso e magico in cui le persone, come sotto effetto di qualche sortilegio, diventano disponibili e improvvisamente cordiali tra di loro.
Anche in Italia le giornate sono molto corte a Dicembre e spesso ci si trova a fare i conti con le luci accese già alle quattro di pomeriggio; le serate diventano lunghe e lente, perfette per rilassarsi nella propria casa, tirando fuori coperte dai cassetti e infornando i primi biscotti.
Questo è assolutamente il mio periodo dell’anno preferito, fin da quando ero una bambina. Non posso farci nulla, nonostante i miei 28 anni compiuti, i preparativi natalizi e l’atmosfera che improvvisamente invade città e case è per me unica ed insostituibile.
Sono forse l’unica della famiglia ad amare così tanto questo momento dell’anno ma con rassegnazione finiscono per compiacermi e farsi contagiare dalla mia esuberanza anche i parenti, Andrea in primis.
Tradizioni
Nel frenetico rituale mio e di Andrea, tutto comincia già le settimane prima con qualche cena tra amici, proseguendo poi con il concertino di Natale (organizzato dal bar vicino casa che siamo soliti frequentare) il venerdì che precede la vigilia, giorno che solitamente trascorriamo, invece, a cena dalla famiglia di Andrea. La mattina seguente di buon ora ci svegliamo e dopo una colazione forzatamente leggera ci mettiamo in macchina con i restanti regali verso Verona dove mamma, papà e miei nonni ci aspettano per il pranzo. Un viaggio divertente dove colonna sonora e orecchie da renna non possono mancare (ops, forse questo non avrei dovuto dirvelo)!
Ehhh il Natale, che voglia di Natale!
Decorazioni
Come forse saprete sono una ritardataria negli addobbi, ma adoro le luminarie per le strade, le canzoni a tema nei negozi e la lunga maratona di film natalizi che va in onda in tv.
Entrambe le mamme, sia quella di Andrea che la mia, sono ottime addobbatrici e riesco a godermi il grosso delle decorazioni quando sono con loro. Come detto in precedenza (qui!) mia mamma ogni anno se ne inventa una nuova e non posso dimenticare la volta in cui costruì un pupazzo di neve con i bicchieri di carta (era orribile!!!).
Il mio grande limite rimane sempre Agata che sembra diversi molto a giocare e mangiare la stragrande maggioranza delle cose che per molti di voi significano “decorazioni”. 😀
Cibo
Qui in Svizzera il periodo invernale è sinonimo di fondue. Ce ne sono di tre tipi diversi e sono buonissime!
La prima di formaggio e si mangia immergendo crostini di pane o patate nel pentolino, la seconda di carne che va immersa nel brodo ed infine quella di olio dove ad immergersi, oltre che la carne, può esserci anche il pesce.
Dico questo perchè solitamente le nostre cene tra amici e quella della vigilia a casa della famiglia di Andrea sono a base di fondue. Ideale perchè non implica procedimenti e preparazioni lunghe ma in compenso consente di sedere a tavola in compagnia un tempo sufficientemente esteso e rilassante.
Per quanto riguarda il pranzo di Natale, mia nonna esagera sempre! Antipasti, primo, secondi e l’immancabile macedonia con i dolci tradizionali sono l’immagine di un pasto che porta tutti a trascorrere il resto della giornata davanti al camino in uno stato di torpore.

◆ CAPITOLO DODICI: HYGGE ESTIVA
Anche la stagione estiva può essere hyggelig. Pensate all’aria aperta, all’odore dell’erba appena tagliata o ad un gelato seduti in terrazza la sera quando l’aria  è stata per tutta la giornata rovente.
È solo un tipo diverso di hygge, che sostituisce una giornata in piscina o al mare a quelle davanti al caminetto, una bevanda fresca e fruttata al tè caldo speziato ed un morbido vestito in cotone o lino al pesante maglione invernale.
1. Pensate a le regole della casa del sidro
Trascorrete molto tempo fuori, magari curando il giardino, raccogliendo frutta dagli alberi o come nel mio caso travasando e sistemando il proprio piccolo balcone.
Se proprio non avete nulla di tutto questo, affidatevi al vostro contadino di fiducia e acquistate cassette di frutta fresca e verdura di stagione con cui farete successivamente ottime conserve e marmellate!
2. Fate un barbeque con familiari e amici
Adoro i barbeque! Non è la cosa più divertente e piacevole che possa regalare la bella stagione?
Ognuno porta qualcosa di solito, chi le birre, chi il gelato, altri una grossa ciotola di insalata di riso o pasta. L’addettoo alla griglia, di solito visibilmente accaladato prepara da tempo la brace su cui poi andranno adagiate bistecche, salsicce, qualche tomino e le immancabili melanzane, zucchine e peperoni.
3. Partecipate a un orto condiviso o createne uno
Oppure, accontentatevi di qualche erba aromatica che dovrete affrettarvi a piantare proprio in questi giorni di Marzo. Il terrazzo della piccola casa ogni anno vede crescere sul suo balcone basilico, rosmarino e prezzemolo (lui non sempre con ottimi risultati).
4. Pic nic sulla spiaggia
Tipici dei nostri giorni al mare, durante le vacanze estive. Nella borsa frigo non manca mai acqua, frutta e qualche piccola leccornia. Solo cose leggere e fresche, piccoli spuntini tra un bagno e l’altro. Il gelato lo prendiamo sempre sulla spiaggia!
5. Un giro in cargo bike
Ho sempre sognato di avere una graziella rosa o rossa e di girarci per tutta la città. Tuttavia non ho mai pedalato in città e forse è arrivato il momento di cominciare acquistando una luccicante bicicletta con cestino, voi che ne dite?

◆ CAPITOLO TREDICI: LE CINQUE DIMENSIONI DELLA HYGGE
Il sapore della hygge
Un aspetto importante per la filosofia hygge è il sapore, che spesso aggrega due o più persone attorno alla stessa tavola.
A volte basta una pizza o del cibo cinese per organizzare una serata tra amici, ma quando il pretesto per stare insieme sono le vostre lasagne, tutto acquisterà un gusto in più.
Il suono della hygge
La colonna perfetta non esiste, ma esistono suoni e richiami che saprete riconoscere solo voi.
Davanti casa abbiamo uno skate park e anche se il rumore delle rotelle sul cemento non è dei più piacevoli, adoro spalancare la finestra e ascoltarlo mentre faccio altro – quello per me è il suono di casa. Stessa cosa accade con la musica jazz, una musica che piace molto ad Andrea e che io non ascolto mai senza di lui – sentirla significa averlo a casa.
L’odore della hygge
Qui si apre un capitolo cardine nella mia vita. Adoro attribuire un preiciso odore alle cose, o meglio, attribuire alle cose e alle persone un preciso odore. Il profumo della camera di Bologna, dei libri appena comprati o dei biscotti sfornati, sono odori banali rispetto a quelli più torbidi e che preferisco. L’odore del pelo di Agata ad esempio, quando per farle un dispetto appoggio la mia testa su di lei, o quello di Andrea, quando la mattina mi rotolo dalla sua parte del letto e annuso il suo cuscino.
Come diceva Proust, l’olfatto (insieme al gusto) è il senso legato ai ricordi. Ci fa girare per strada e qualche volta anche piangere.
Toccare la hygge
Moltissime sensazioni possono essere trasmesse con il tatto, a cominciare proprio dai materiali, importanti per chi svolge il nostro lavoro d’interni e tanti altri mestieri. Ma nella vita di tutti i giorni, una carezza, dormire avvolti nel piumino, toccare  e scegliere il cibo che ci appresteremo a cucinare, sono tutti tasselli di un viaggio in cui mani e tatto fanno da sparti acque a tutto il resto.
Vedere la hygge
Luce, buio e anche la romantica via di mezzo. Ma soprattutto la luce, del camino, delle stelle e non da ultima quella di casa.
Sembra che un luogo troppo luminoso non sia molto hyggelig, ma suvvia, volete dirmi che spalancare le finestre la mattina non è bellissimo?
La luce è energia ed è bello quando le giornate si allungano e abbiamo tutti più tempo da dedicare alle cose che amiamo

È stato lungo arrivare fino a qui, voglio svelarvi che sono diverse settimane che lavoro a questo post, un po’ per volta e senza fretta, affinchè voi possiate leggerlo senza annoiarvi. Spero che ciò che troverete in queste righe e nelle righe originali del libro possa piacervi ed esservi d’ispirazione come lo è stato per me. Ma prima di concludere, un ultimo capitolo, promesso!

◆ CAPITOLO QUATTORDICI: HYGGE E LA FELICITÀ
La felicità non si acquista insieme a questo libro, perciò non sperate di trovarla tra le battute di questo blog o nascoste dietro le pagine di un manuale. Ma potete essere felici, eccome, facendo quello che vi piace e non dimenticando mai chi siete.
Non mettete da parte le vostre ambizioni per un figlio o per un lavoro che non vi soddisfa, ma continuate a testa alta a cercare la strada giusta, portando con voi la carrozzina, se necessario, o facendovi forza nei piccoli ritagli di tempo.
Di consigli ne ho dispensati tanti qui, alcuni non erano solo per voi ma un modo carino per fare chiarezza sulle cose con a me stessa. A volte 24 ore non sono sufficienti e le giornate sembrano tutte uguali e inconcludenti, anche per chi non lavora. Ma possiamo cambiare la nostra condizione di stasi guardandoci attorno con occhi curiosi e diversi, imparando ad apprezzare di più le cose che già abbiamo. Un tetto, una famiglia, un figlio che ci aspetta a casa con un disegno in mano o l’indipendenza economica che abbiamo raggiunto studiando con tenacia e lavorando; e se ancora questo non dovesse bastare, reinventatevi come cuoche, domatrici di leoni, abbonatevi ad una rivista o scrivete, come faccio io. 🙂

Ispirazione tratta dal libro: HYGGE – LA VIA DANESE ALLA FELICITÀ di Meik Wiking
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New entries: per una casa sempre più green!

Come vi avevo anticipato, il fine settimana bolognese ha dato i suoi frutti!

Finalmente posso mostrarvi le nuovissime arrivate nella piccola casa; da subito compagne di merenda con cui trascorro moltissimo tempo, date queste prime vere giornate autunnali e piovose.
Speriamo che si trovino bene qui con noi, per me sono già parte integrante della famiglia e anche Agata sembra essersi abituata alle loro spine. Sono ormai due giorni che ci gioco, sposto e muovo i vasetti sulle mensole come fossero pedine sulla scacchiera, cercando per loro la posizione e gli abbinamenti più riusciti.
L’angolo con la mappa islandese, grazie anche al nuovo cactus, è diventato la punta di colore della casa, adoro quella tonalità di giallo e non vorrei rimanesse circoscritta solo lì.

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Che ve ne pare? Io sono molto soddisfatta!
Purtroppo non posso ancora svelarvi nulla sul nuovo arrivato più ingombrante, nonostante abbia già trovato posto in una cesta che stavo puntando ormai da tempo, intorno a lui alcune cose devono essere definite meglio e ci vorrà ancora un po’.
Nei prossimi giorni mi dividerò tra Verona e Venezia per la biennale. Vi avevo detto che sono anche mezza veneta?
A venerdì 🙂 restate sintonizzati su Instagram per gli aggiornamenti in tempo reale!

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Nuovi inizi

Era ormai da così tanto tempo che parlavo e desideravo questo blog, che vederlo nascere e partecipare alla sua costruzione (con l’aiuto e supporto grafico del moroso) mi sembra un sogno.
Ancora tanto deve essere fatto qui dentro, a cominciare proprio dalla grafica, ma quando si hanno tante cose da dire e ancora di più da condividere, non vale la pena aspettare che sia tutto perfetto.

Sarà un grande contenitore, una grande scatola di idee (io adoro le scatole, di tutte le misure). Raccoglierò qui dentro tutto ciò che mi potrà essere utile come architetto d’interni, la mia casa e quelle case, oggetti o immagini che sono fonte di ispirazione.

Tutto il resto verrà da se. 🙂

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