Spunti e Virgole | Café & Restaurant
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Afternoon Tea da Sketch: The Gallery

Oggi voglio rapirvi per portarvi insieme a me a Londra – si sa, quando l’Inghilterra chiama, non esiste momento migliore del tè delle 5 per spezzare la giornata e rilassarsi in compagnia.
L’ultima volta che siamo stati nella capitale inglese, abbiamo bevuto cocktail e spizzicato qualche piatto gustoso al Frenchie Covent Garden, oggi rallentiamo, usciamo un’ora prima dal lavoro e corriamo sotto la pioggerellina fastidiosa per infilarci in questo locale delle meraviglie, lasciando fuori dalla porta (insieme all’ombrello) i piccoli problemi quotidiani.

The Gallery, la gastro-brasserie di Sketch a Mayfair, ha riaperto le porte dopo una ristrutturazione nel Giugno del 2014 e oggi ospita un’installazione con le opere dell’artista britannico David Shrigley, già noto per i suoi taglienti commenti satirici sulle situazioni quotidiane e sulle interazioni umane. Ad occuparsi del progetto l’architetto e designer parigina India Mahdavi che dato forma al contenitore che da quasi quattro anni mette in mostra le tavole dell’ironico disegnatore.

Per dare respiro ai disegni e alla sala con i tavoli, la progettista ha concepito uno spazio monocromatico e rilassante, di grande riuscita e starordinario nel suo genere. Pareti rivestite in carta da parati rosa, stessa tonalità scelta anche per i rivestimenti in velluto delle sedute; un design classico ed evocativo che gioca sul contrasto con le divertenti illustrazioni appese alle pareti.

A completare la mostra delle opere a parete, l’artista ha concepito i tavoli come spazio espositivo supplementare, una piattaforma per presentare le ceramiche con cui viene servito il cibo dello chef Pierre Gagnaire e su cui sono stati stampati alcuni dei suoi disegni.
Il pasto stesso diventa un’opera scultorea specifica che fa riferimento alla posizione dello sketch nel cuore del West End di Londra e invita i commensali a rispondere con i propri pensieri, e a tal proposito David Shrigley afferma: “Tra le altre cose ho creato tutte le stoviglie in ceramica per il ristorante. Sarà la prima opera d’arte che ho realizzato che può andare in lavastoviglie. Sarà un’opera d’arte molto pulita. La grafica pulita è una buona opera d’arte, secondo me.


Fotografie di © Sketch / Scott & Co.

A completare questa meravigliosa collisione tra arte e design, lo stilista Richard Nicoll ha disegnato le divise funzionali e moderne per il personale, altro tratto umoristico e distintivo del locale. Per le ragazze un vestito tagliato sulla silhouette di una t-shirt, mentre per i ragazzi una tuta intera, entrambe in un tessuto spesso di colore grigio.

Tra i menù disponibili ‘Afternoon Tea’ troviamo tre scelte principali da 58 sterline l’una, con variabili che vanno dal dolce al salato e la piacevole possibilità di abbinarci champagne o cocktail analcolici con l’aggiunta di un leggero sovrapprezzo. Insomma, questo interno varca il confine tra quella che sembrava essere una giornata come le altre ed un pomeriggio in una location di fantasia che ricorda gli immaginari di Wes Anderson.


Fotografie di Scott Grummett

 

Direi che a completare l’esperienza non manca proprio niente, cosa ne dite ci sediamo?


Il 18 Gennaio di quest’anno, l’artista ha sostotuito le sue 239 tavole in bianco e nero con 91 nuovi disegni a colori che racchiudono, proprio come i precedenti, lo stile ed il tratto distintivo di David Shrigley.

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Ristorante La Ménagère a Firenze

Oggi voglio portarvi in un posticino in cui sono stata per cena meno di un mese fa.
La Toscana è stata più volte meta delle nostre brevi fughe ma Firenze, si sa, è la cornice perfetta per trascorrere un fine settimana fuori porta. Ovviamente, quando Andrea ha manifestato il desiderio di tornarci, mi sono subito giocata la carta a sorpresa de La Ménagère (che avevo da tempo adocchiato) e che senza ombra di dubbio è il posto perfetto in cui festeggiare un traguardo importante come quello dei suoi trent’anni.

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Un tempo negozio di casalinghi, oggi trasformato in un concept-restaurant che miscela il gusto per una cucina stagionale e ricercata che attinge dalla tradizione per sperimentare con prodotti sempre freschissimi e nuovi accostamenti.
Ma oltre ad essere ristorante, La Ménagère è anche bistro e negozio di fiori Artemisia che, oltre ad occuparsi di tutti gli allestimenti, propone una selezione mai banale e coerente con l’arredamento moderno e industriale del locale.
Una superficie di 1.500 mq a cui è stata ridata vita da Luca e Marco Baldini dello Studio fiorentino Q-Bic con un progetto che ha rianimato un posto storico nel cuore della città in cui sedersi, mangiare e perchè no, portare a casa (come ho fatto io) una pianta o qualche interessante oggetto di recupero o di design.

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La sala centrale, caratterizzata da pareti grezze, rifiniture in ferro e le bellissime sedie scandinave in legno, si colora di piante e composizioni floreali. Illuminata di giorno dalla grande vetrata a soffitto e di sera dalle lampade design Kerman scelte dagli architetti.

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Ma un’altra sala si distingue per la sua forma a galleria lunga e stratta, caratterizzata da un unico lavolo continuo e centrale.
Qui si consuma il proprio pasto in una maniera più conviviale e semplice ma non per questo meno curata e d’atmosfera.

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E per finire due fotografie della zona d’ingresso in cui è stato allestito il negozio di fiori e gli scaffali con esposti gli oggetti di design acquistabili. Dove si trova? In Via de’ Ginori, 8r. Se capitate da quelle parti non fatevelo sfuggire!

Fotografie di Living Corriere
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Ristorante Frenchie Covent Garden a Londra

Sempre più spesso mi capita di uscire a bere qualcosa con le amiche e di spizzicare qualcosa tra un bicchiere di vino e l’altro. Capita anche a voi? Molte volte quelli che iniziano come aperitivi finiscono per trasformarsi in cene, senza necessariamente assalire buffet ma sedendo comodamente al proprio tavolo ed ordinando direttamente dal menù.
Ed è proprio con questo spirito che oggi voglio portarvi al Frenchie Covent Garden, un ristorante e wine bar nel cuore di Londra. Il locale offre un ottima selezione di vini e varietà di cocktail stagionali, accompagnati da piatti francesi ma influenzati dalla cucina acquisita dal proprietario e chef Gregory Marchand durante i suoi viaggi a New York, Spagna e Hong Kong.
Anche i non-intenditori come me potranno farsi guidare tra le proposte e misurarsi con degustazioni adatte a ciò che si sta bevendo, trascorrendo una conviviale e piacevole serata nella capitale del Regno Unito.

Anche l’aspetto del Frenchie, sobrio ma accuratamente arredato, rispecchia alla perfezione ciò che con amore viene servito e accompagnato all’ampia varietà di vini della cantina.
Parquet a lisca di pesce, sedute imbottite rosa e grigie e un soffitto liscio e bianco in contrapposizione a pareti in mattoni, tavolini in metallo e cucina a vista. Uno stile industriale ma sofisticato che ricerca nei dettagli dorati, nelle forme dei lampadari e delle abat jour disposte lungo il bancone in marmo, ma soprattutto nella stessa intensità di luce e colore, l’atmosfera e l’accoglienza perfetta.

Cosa ne dite? Chiudiamo gli ombrelli ed entriamo? 🙂

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Ristorante Finlandia Caviar a Helsinki

Dovremmo uscire a pranzo insieme più spesso, mi piace portarvi con me a spasso per il mondo e sedermi in vostra compagnia in un ristorante bello e idealmente anche molto buono.
Questo è solo il secondo pasto a cui vi invito ma sta già diventando un rito a cui non voglio più rinunciare!!
Questa volta siamo ad Helsinki, non troppo lontani da Copenaghen, dove siamo stati lo scorso mese – ricordate?
Tutto questo, infatti, somiglia più ad un tour dei paesi scandinavi, ma del resto, quando si parla di design, cura dei dettagli e una valida cucina, dove altro potremmo andare?!
Il locale Finlandia Caviar si affaccia proprio sul mare, vicino al porto dove ogni giorno un gran numero di imbarcazioni porta pesce fresco in città. È molto piccolo, solo una manciata di tavoli, disposti ordinatamente nell’unica sala di cui dispone il ristorante che, con una grande vetrata, si apre verso il mar Baltico facendo entrare luce e invitando le persone ad entrare per conoscere ed assaggiare la loro specialità – una selezione di caviali, alcuni dei quali tra i più pregiati al mondo, serviti con pane caldo e burro, affiancati per chi vuole da ostriche e accompagnati dal bicchiere di champagne e vodka più adatto. Non abbiate paura, per entrare qui non bisogna essere ne ricchi ne esperti, ci sono menù degustazione calibrati proprio per i meno esperti, del resto anche per me è la prima volta!
Un ambiente sobrio e neutro che si scalda attorno ai tavoli con le voci della gente e i colori delle pietanze. Grigio e bianco su pareti e pavimento, alternati da arredi in legno e dettagli blu cobalto. Per i frequentatori seriali o i viaggiatori solitari, un piccolo piano a ridosso della vetrata consente di mangiare su alti sgabelli osservando le barche e il passaggio delle gente.
Noi però ci sediamo attorno ad un tavolo e tra una chiacchiera e l’altra ci guardiamo attorno. Pronti ad aprire il menù? Buon appetito! Che fame! 🙂

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Ristorante Italy a Copenaghen

Tra le immagini presenti nella moodboard postata lunedì, oltre alla meravigliosa illustrazione con le casette di Emily Isabella, ce n’è una in particolare che voglio approfondire qui con voi. Si tratta di una foto del nuovo e bellissimo ristorante aperto a Copenaghen il cui nome, dato dalla cucina che vene proposta ai clienti, dovrebbe farci onore. Si tratta infatti di Italy, un locale nel cuore della capitale danese che offre la cucina di casa nostra in un ambiente caldo e scandinavo.
Progettato dal noto studio NORM.ARCHITECTS, un team che ha scelto come sede proprio la stessa Copenaghen e vanta incredibili collaborazioni con clienti del calibro di Kinfolk Magazine e Cofoco, a cui dobbiamo proprio la realizzazione dello stesso; un progetto con un’estetica unica e semplice, e l’ambizione di aver creato ancora una volta uno spazio sorprendente, funzionale ed esteticamente durevole.

Come in ogni ambiente scandinavo che si rispetti, anche questa volta diventa fondamentale la presenza del legno, ampiamente usato al piano superiore del ristorante, sia su pavimento che arredo, mentre al piano inferiore si scorge quasi esclusivamente nelle sedie, oltre che sulla scala che collega i due piani. Una scelta intelligente e acuta che rende il piano terra, con il piccolo negozio di prodotti alimentari, i tavoli disposti lungo un’unica fila e il bancone del bar, un luogo di maggiore flusso e di soste più brevi. Il piano sopra, invece, acquisendo calore con la matericità del legno e con la diversa disposizione dei tavoli, favorisce soste più tranquille e di conseguenza lunghe.
Il colore ‘teal’, una tonalità bluverde media e satura che prende il nome da un uccello, è il filo conduttore tra i due piani; acquisisce e conferisce carattere allo stesso tempo, sia affiancandosi appunto al legno, sia al pavimento a mosaico bianco e nero e al giallino pallido della pareti al piano inferiore.

Sicuramente un posto da appuntarsi e in cui andare in occasione di un viaggio in Danimarca. Per adesso visitiamolo virtualmente insieme e, considerata l’ora, peccato non poterci sedere anche a mangiare qualcosa. 🙂

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