Spunti e Virgole | Moriyama House By SANAA
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Moriyama House By SANAA

Moriyama-Hoise_PlantCome già accennato su Instagram, il viaggio in Giappone è stato l’occasione per vedere di persona e misurarmi con la complessità e bellezza di architetture che ho studiato all’università e di cui mi sono subito appassionata!
La Moriyama House, in assoluto la mia preferita, è molto di più che un semplice nucleo abitativo ma un progetto dinamico che chiude e distribuisce in un giardino oltre dieci diversi volumi con differenti altezze e dimensioni.
I blocchi più bassi contengono al loro interno un unica funzione (come ad esempio un bagno o una piccola sala da pranzo), mentre quelli su due o più piani incastrano e collegano tra loro diversi spazi abitativi.

Il committente, un uomo di nome Yasuo Moriyama, occupa buona parte dei volumi ma affitta gli altri ad inquilini con cui condivide l’esterno circostante, scegliendo in questo modo quali e quante unità utilizzare per se stesso.
Le ridotte dimensioni di questi spazi non devono sorprendere, ci troviamo in Giappone dove le le persone sono abituate ad abitazioni compatte, arredi minimali e soprattutto a trascorrere moltissimo tempo fuori casa.

Nonostante il quartiere periferico di Tokyo in cui si colloca questa inusuale residenza sia un luogo tranquillo e silenzioso, i percorsi che collagano tra loro i moduli e si affacciano sulle strade intorno diventano giardino privato ma anche spazio pubblico, trasformando il confine con lo spazio privato sottile ed indefinito.
La ricerca fatta dagli architetti Ryue Nishizawa e Kazujo Sejima mira a creare case che non si chiudano verso l’interno ma si aprano piuttosto, attraverso aperture e la frammentazione degli spazi, verso il proprio quartiere e in maniera più ampia verso la grande città.
Il rispetto reciproco e la privacy sono principi radicati e alla base della cultura giapponese e favoriscono e alleggeriscono di conseguenza anche la delicata convivenza in comunità, dove la libertà personale non è però in alcun modo minacciata dalla presenza di altre persone.

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Negli anni la probabile frequenza e invadenza dei turisti ha reso questo luogo indisturbato, invece, soggetto ad ostacoli che hanno finito per minare quella che prima era una quieta e riservata vita di quartiere.
Essendo tutt’ora una residenza, gli abitanti si sono dunque trovati costretti a delimitare il giardino con cartelli che vietano ad estranei l’ingresso nella proprietà – purtroppo per me, una richiesta più che legittima!

Non vi nego che, dato il mio entusiasmo e la mia passione per questo progetto, avrei voluto tantissimo entrare e visitare questi volumi nella loro totalità, sedermi a terra ed osservare le abitudini delle persone dentro ognuno di essi.
Anche gli interni, infatti, nella loro semplicità sono bellissimi. Spazi luminosi e aperti verso l’esterno, puri nelle loro pareti pulite e bianche ma alternati da pavimenti in legno per le zone private e colate in calcestruzzo per i locali di servizio. Spazi piccoli sì, ma che acquisiscono respiro grazie all’essenzialità degli arredi e ai colori neutri, spennellati qua e là solo da libri e molte piante.
A mostrarci gli interni è il talentuoso e famoso fotografo Iwan Baan che, per fortuna, è potuto entrare per mostrarci quello che solo in pochi hanno potuto vedere dal vivo. Siete curiosi? Vi lascio alcuni suoi scatti. Buona visione

Iwan-Baan_1

Iwan-Baan_2Fotografie di Iwan Baan
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